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Subject:
Problemi polonari del gatto

Salve, vorrei approfittare della vostra competenza per esporvi un problema riguardante il mio gatto, quando aveva poco meno di un anno (ora ne ha due e mezzo) è stato colpito da una forma di broncopolmonite (almeno questa è stata la diagnosi) i sintomi erano tosse e spasmi respiratori, è stato curato con antibiotici, il mese dopo si è ripresentato il problema, e così fino ad oggi, con intervalli di due mesi circa, nonostante la sperimentazione di nuove terapie, comprese iniezioni di cortisone.
Ultimamente ci è stato proposto un metodo di diagnosi per poter intervenire in maniera più mirata sulla fonte di questo malore: il LAVAGGIO TRACHEALE.
Mi piacerebbe avere una vostra opinione in merito sia al malessere del gatto che a questo metodo di diagnosi (non comporta rischi ???).

Vi ringrazio anticipatamente per la vostra cortesia.
Marco Galluzzi

 
 
Risponde:
Dott. Laura Cutullo
Medico Veterinario

Le indagini endoscopiche sono molto utili per formulare una diagnosi quando ci si trova di fronte a patologie ostruttive Oltre che dare l'immagine della cavita' , la tracheoscopia e la broncoscopia permettono il prelievo di materiale che viene poi analizzato tramite esami citologici e istologici; questo materiale viene raccolto per aspirazione o mediante un lavaggio con soluzione salina.
Il paziente deve essere in anestesia generale previo digiuno di 18-24 ore. I rischi di questo tipo di indagine sono quelli legati all'anestesia: di per se' l'esame non e' pericoloso, deve pero' essere eseguito da un operatore esperto.
La periodicita' con cui si manifestano i sintomi mi fa pensare ad una reazione di tipo allergico (vista anche la risposta positiva al cortisone che pero' svanisce in un paio di mesi). Se non e' gia' stato fatto indagherei anche in questa direzione.

Con i migliori saluti:
Dott. Laura Cutullo